Lascia un commento
(5)
CGNeTE tgcdmcsigcot, [url=http://heygwergkznh.com/]heygwergkznh[/url], [link=http://kvaxjpzxhljj.com/]kvaxjpzxhljj[/link], http://mrjximvnfyzw.com/
Everything counts in “small” amount
In Italia dilaga la nuova tendenza – allo stregua di una vera e propria moda – dello stage gratuito!
Non si tratta di quelli previsti per accumulare i noti crediti durante il periodo di studi bensì degli stage per laureati e gente che ha conseguito anche qualifiche post-laurea.
Promosso come periodo in cui il neolaureato poteva formare le proprie attitudini e ambientarsi nel mondo del lavoro in vista della futura professione, oggi lo stage è un’arma a doppio taglio che da una parte serve a creare una massa di manodopera a costo zero e dall’altra denigra coloro che hanno esperienza e bisogno di lavorare anche con una minima retribuzione ma che si vedono sostituire o scavalcare spesso da aspiranti anime sacrificali speranzose di essere assunte al termine del periodo di prova.
Il lavoro presso aziende, studi professionali e, da qualche tempo, anche per enti pubblici e di ricerca non viene quasi più assegnato per merito o per selezione o per concorso ma si punta ad una legge inversa ossia è chi cerca lavoro che deve “dare” oltre al proprio tempo e al proprio impegno anche il proprio compenso (che non gli verrà mai versato) al datore di lavoro e solo coloro che riusciranno ad accettare la condizione di lavorare gratuitamente per un minimo di 3 mesi fino a un massimo ad oltranza (spesso senza neppure copertura assicurativa in caso di infortuni) potranno sperare in un contratto …. forse ….
E chi invece ha capacità, voglia di fare ma che non può permettersi di “non essere retribuito” perché ad esempio non ha dei genitori che gli pagano le spese o al peggio ha una propria famiglia da mantenere?
Si arrangia e spesso è costretto/a a trovare impiego in settori del tutto estranei a quelli in cui si è specializzato/a finendo purtroppo col perdere il proprio sudatissimo bagaglio di conoscenze che non venendo utilizzato diviene obsoleto fino a trasformarsi in un cimelio inutile per proporsi a nuovi datori di lavoro nel futuro.
Il periodo di prova in pratica si è dilatato all’infinito.
I sindacati non fanno nulla per questa sorta di lavoro in nero mascherato da non si sa quale forma di tacito accordo tra le parti.
Possibile che non ci sia controllo sul numero massimo di persone che possono essere prese a fare stage in uno stesso luogo o per lo stesso datore di lavoro? Ci sono persone che marciano su questo sistema affidando lavori “intercambiabili” e “standardizzati” in modo da poter quando e come si preferisce rimpiazzare lo stagista con un sostituto.
Intanto chi si arricchisce spesso sono quei team capeggiati dalle stesse figure che hanno potere decisionale, alle loro dipendenze ovviamente i collaboratori con contratto in regola e poi uno stuolo di manodopera gratuita e anonima, piena di speranze e povera di risorse economiche che se può permetterselo fa i salti mortali pur di accedere a quei “posti in saldo”.
Un organo di controllo non esiste? Pare di no!
Cosa prevedono lo Stato, le Università, gli Ordini, i Sindacati e chiunque altro sia coinvolto in questo nuovo sistema?
Per adesso non prevedono nulla se non lunghe liste di richiedenti stagisti e chilometrici elenchi di candidati.
E nel frattempo quello che una volta era il precariato ora cambia nome ma non forma e peggiora nella sostanza sottraendo ancora più retribuzione ai fiduciosi lavoratori, dignità ai giovani professionisti e certezze a coloro che invece aspirerebbero finalmente a trovare un minimo di indipendenza economica!
Non si può fare di tutta l’erba un fascio: lo stage può servire a chi lo fa e comunque può essere utile per scovare nuovi talenti ma rendiamoci conto che non è questo che accade in Italia, almeno non più!
Chiedersi a cosa valga e cosa frutti una laurea e ancor di più un master o una scuola di specializzazione non ha più senso se svendiamo la nostra dignità professionale poiché non possiamo sopravvivere mangiando pane e promesse per sempre!
In Italia dilaga la nuova tendenza – allo stregua di una vera e propria moda – dello stage gratuito!
Non si tratta di quelli previsti per accumulare i noti crediti durante il periodo di studi bensì degli stage per laureati e gente che ha conseguito anche qualifiche post-laurea.
Promosso come periodo in cui il neolaureato poteva formare le proprie attitudini e ambientarsi nel mondo del lavoro in vista della futura professione, oggi lo stage è un’arma a doppio taglio che da una parte serve a creare una massa di manodopera a costo zero e dall’altra denigra coloro che hanno esperienza e bisogno di lavorare anche con una minima retribuzione ma che si vedono sostituire o scavalcare spesso da aspiranti anime sacrificali speranzose di essere assunte al termine del periodo di prova.
Il lavoro presso aziende, studi professionali e, da qualche tempo, anche per enti pubblici e di ricerca non viene quasi più assegnato per merito o per selezione o per concorso ma si punta ad una legge inversa ossia è chi cerca lavoro che deve “dare” oltre al proprio tempo e al proprio impegno anche il proprio compenso (che non gli verrà mai versato) al datore di lavoro e solo coloro che riusciranno ad accettare la condizione di lavorare gratuitamente per un minimo di 3 mesi fino a un massimo ad oltranza (spesso senza neppure copertura assicurativa in caso di infortuni) potranno sperare in un contratto …. forse ….
E chi invece ha capacità, voglia di fare ma che non può permettersi di “non essere retribuito” perché ad esempio non ha dei genitori che gli pagano le spese o al peggio ha una propria famiglia da mantenere?
Si arrangia e spesso è costretto/a a trovare impiego in settori del tutto estranei a quelli in cui si è specializzato/a finendo purtroppo col perdere il proprio sudatissimo bagaglio di conoscenze che non venendo utilizzato diviene obsoleto fino a trasformarsi in un cimelio inutile per proporsi a nuovi datori di lavoro nel futuro.
Il periodo di prova in pratica si è dilatato all’infinito.
I sindacati non fanno nulla per questa sorta di lavoro in nero mascherato da non si sa quale forma di tacito accordo tra le parti.
Possibile che non ci sia controllo sul numero massimo di persone che possono essere prese a fare stage in uno stesso luogo o per lo stesso datore di lavoro? Ci sono persone che marciano su questo sistema affidando lavori “intercambiabili” e “standardizzati” in modo da poter quando e come si preferisce rimpiazzare lo stagista con un sostituto.
Intanto chi si arricchisce spesso sono quei team capeggiati dalle stesse figure che hanno potere decisionale, alle loro dipendenze ovviamente i collaboratori con contratto in regola e poi uno stuolo di manodopera gratuita e anonima, piena di speranze e povera di risorse economiche che se può permetterselo fa i salti mortali pur di accedere a quei “posti in saldo”.
Un organo di controllo non esiste? Pare di no!
Cosa prevedono lo Stato, le Università, gli Ordini, i Sindacati e chiunque altro sia coinvolto in questo nuovo sistema?
Per adesso non prevedono nulla se non lunghe liste di richiedenti stagisti e chilometrici elenchi di candidati.
E nel frattempo quello che una volta era il precariato ora cambia nome ma non forma e peggiora nella sostanza sottraendo ancora più retribuzione ai fiduciosi lavoratori, dignità ai giovani professionisti e certezze a coloro che invece aspirerebbero finalmente a trovare un minimo di indipendenza economica!
Non si può fare di tutta l’erba un fascio: lo stage può servire a chi lo fa e comunque può essere utile per scovare nuovi talenti ma rendiamoci conto che non è questo che accade in Italia, almeno non più!
Chiedersi a cosa valga e cosa frutti una laurea e ancor di più un master o una scuola di specializzazione non ha più senso se svendiamo la nostra dignità professionale poiché non possiamo sopravvivere mangiando pane e promesse per sempre!
| (3) giulio | |||
| mer, 11 giugno 2008 08:49:01 -0700 |
....dimenticavo..
da i' conte diladdarno
da i' conte diladdarno
| (4) giulio | |||
| mer, 11 giugno 2008 08:47:55 -0700 |
ci sono stato con gli amici.
posto ideale per serate tranquille e divertenti. cucina tradizionale di ottimo livello. tutto espresso. bell'ambiente. ci tornerò.
giulio
posto ideale per serate tranquille e divertenti. cucina tradizionale di ottimo livello. tutto espresso. bell'ambiente. ci tornerò.
giulio
ciao a tutti! lasciate un saluto, un commento, un suggerimento, insomma quello che volete qui! suggeriteci i locali da recensire, gli eventi e i vostri concerti, li inseriremo nel calendario














