Le api che non si contano
Hacca | 20 Aprile 2008 |In piazza Santissima Annunziata sorge il monumento equestre in bronzo del Granduca Ferdinando I° dei Medici. Nella parte posteriore del piedistallo che sorregge il monumento, Ferdinando fece porre la propria impresa (la figura simbolica che i cavalieri portavano ricamata sulla veste e dipinta sullo scudo o sull’elmo).
L’impresa di Ferdinando raffigura un’ape regina circondata da uno sciame di api con il motto “majestate tantum”, come a significare che nel Granducato egli rappresentava il centro, il fulcro, l’ape regina appunto, mentre il suo popolo laborioso e pacifico costruiva e lavorava attorno a lui.
Nella rappresentazione grafica l’ape regina si trova effettivamente al centro dell’immagine ed è circondata da una miriade di api tutte rivolte verso di lei e disposte a circonferenze concentriche e sfalsate; perciò resta estremamente difficile contarne il numero senza confondersi.
Nacque così la leggenda secondo la quale non si potevano contare le api in un’unica soluzione senza contrassegnarne almeno qualcuna. Per questo motivo, quando a Firenze i bimbi bizzosi chiedevano troppo insistentemente qualcosa ai propri genitori, questi erano soliti portarli davanti alle insegne di Ferdinando promettendo che avrebbero appagato ogni loro desiderio a patto che i piccini fossero riusciti a contare il numero esatto di insetti. Inutile dire che l’esito negativo era scontato.
Per la cronaca, le api sono novantuno!












